Berny’s Blues

Ramblings from the roller coaster 
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Ecuador - parte 8 - Baños

Baños 06/01/09 (inviato da Saquisili' il 08/01/09)
 
Riassunto del riassunto...
Eh gia', perche' vi avevo scritto di getto un bellissimo messaggio che riassumeva le mie ultime mitabolanti avventure e quanto scritto ieri da me sul taccuino, cioe' un insieme di descrizioni puntigliose e sconclusionate frutto del delirio di due litri di birra.
Una ciucca ogni tanto ci sta e ieri ci stava tutta!
Come detto avevo scritto un bel messaggio, lo stavo rileggendo pronto per inviarlo e... puff, computer kaput!
Dopo una incommensurabile sequela di bestemmie ed imprecazioni varie me ne sono andato, lanciando ancora qualche anatema al dueño dell'internet point.
Cosi' eccomi qui, birrozza, guacamole e papas fritas sulla via principale di baños, taccuino in mano ci riprovo.
Due giorni fa ho quindi lasciato Cuenca, non dopo essermi comprato un meraviglioso cappello di paglia "Panama" (si chiama cosi', ma non centra niente col centroamerica, e' tipico di qui...) da Don Alberto, splendido vecchio artigiano semimuto che da 75 anni, cioe' da quando lui ne ha sei, fa a mano i panamas piu' famosi del mondo nella sua botteguccia di sempre.
Cosi', col mio fierissimo cappello in testa, sono arrivato a Cañar, indaffarata citta'-mercato-fermata del bus lungo la panamericana, e da li' sono andato in giornata ad Ingapirca.
La capitale Inca dell'Ecuador e' sostanzialmente composta da un bel tempio del sole a pianta ellittica, pare unico esempio nella loro architettura, e da un bell'insieme di muretti.
Gia'... muretti.
Passeggiare in mezzo ad alpacas e vacas intorno alle rovine e' comunque stato molto rilassante e, nonostante i turisti, anche un po' mistico.
Misticamente ho poi pranzato su una roccia a picco sulla valle con un mango e una banana.
Ho quindi ripreso il mio bus scalcagnato che, sbuffando e saltellando, mi ha riportato al mercato di Cañar.
 
- Inciso: nel frattempo qui a Baños e' scoppiato il delirio: processione mascherata a ritmo di musica techno-reggaeton, penso per quella che per noi e' la befana anche se qui sembra piu' halloween, ragazzi vestiti da donna lasciva coin maschere mostruose trascinano bare e ballano a tempo, molestando i passanti... boh! -
 
Il mercato di Cañar e' assolutamente indigeno, frutta, verdura, stoviglie, ammenicoli vari, berstie ed un unico gringo in giro a scattare foto, io.
La cittadina per cena offre solo pollerias ed io scelgo una delle piu' marce perche', come si sa, i ristoranti migliori sono quelli con qualcuno dentro.
Peccato che quelli che mangiavano erano i proprietari della polleria marcia stessa.
Mangio la tipica minestra senza averla chiesta, dalla quale, tra una cucchiaiata e l'altra, esce di colpo una zampa di gallina che mi molesta un po'.
La mattina dopo, tralasciando di raccontare la notte passata in una stanza a fianco della casa del dueño dell'albergo dalla quale entrava e usciva gente a tutte le ore della notte e dimenticando di descrivere la pompa dell'acqua installata praticamente nel mio cuscino che si accendeva con fragore ogni quarto d'ora, ho preso il primo bus per Riobamba, 4 ore piu' a nord e 6$, ma scendo invece ad Ambato, altre due ore piu' su ed a sbafo, involontariamente s'intende.
Complici sonno ed ignoranza dei luoghi ho sbagliato fermata di solo 60 km.
Nel frattempo sono anche stato derubato delle mie cioccolate e snackini vari dal mio vicino di asiento.
Lo scemo ha negato spudoratamente nonostante gli spuntassero dalla tasca:"non, no, li ho comprati io prima" dice, "Si' e io sono Cristoforo Colombo" (in spagnolo) "brutto deficiente nano faccia da scemo, chi vuoi prendere per il culo?" (in italiano, perche' insultare in lingua madre mi viene meglio) gli ho risposto.
L'ira mi avrebbe portato spaccargli quella faccia da ebete e non sarebbe stato ne' difficile ne' ingiusto, non tanto per il valore in se', 1$, quanto perche' invece di dare le mie cioccolate ai niños indios che avevo di fianco se le e' pappate un gordito ebete con tanto di cellulare e cappelino yankee.
Gordito de mierda, que te jodan, puta la madre que te pario'!
Invece mi sono girato e, molto zen, horipreso a dormire, di fianco a lui.
Cosi' eccomi ad Ambato, dalla quale scappo subito su un altro bus per Baños.
Questa cittadina e' il classico posticino turistico meraviglioso, tipo Cadaques o Chefchouen ma a meta' strada tra le Ande e l'Amazzonia, dal quale non te ne vorresti andare, troppo comodo.
Mangi bene, bevi bene, spendi meno che altrove, natura meravigliosa, cascate, bagni termali e, sopra tutto e tutti, il volvan Tungurahua, 5016 metri di bestione tonante e fumante che, dopo aver fatto evacuare la citta' nel 2000 ha, glia abitanti rientrati nelle proprie case forzando i blocchi con un'insurrezione popolare, sepolto Baños con una pioggia di lapilli e ceneri nel 2006, uccidendo 5 persone e ferendone centinaia.
'sti cazzi...
Stamattina alle 7 mi stavo gia' arrampicando in mezzo ad una sorta di mezza foresta pluviale prima (alberi coperti di epifite, fiori, colibri' che ne suggevano il nettare, felci, umidita' totale) e pascoli montani poi (erba, vacche, cacche), per raggiungere la p`rima stazione di rilevamento sismo-vulcanologico presidiata dal buon Carlos.
Un tizio simpatico e gentile che mi ha accolto nella sua cabaña, mi ha raccontato i suoi ricordi dell'eruzione e mi ha fatto salire suilla "casa del arbol", una casetta costruita su un albero a precipizio sulla foresta e di fronte al vulcano.
Il buon Tungurahua non ha pero' voluto moistrarmi il suo bel cratere ed e' rimasto a tuonare e ruggire coperto dalle nubi.
Il giorno prima, arrivando in bus, l'ho visto per intero innalzare un'enorme colonna di fumo e ceneri, quasi che fosse lui a creare le nubi plumbee che coprivano il cielo.
 
Qualche nota su di me:
- ho la barba alopecica
- no, non sono dimagrito, mangio e bevo copiosamente
- devo salire a 6000 metri tra pochi giorni e ho la tosse ed un'unghia incarnita nell'alluce... forse devo prenderli come avvertimenti? O come Bob Marley devo rifiutare ogni intervento e lsciarmi morire in nome di Jah Rastafari?
 
Abrazos.
E.
 
 
P.S. tra breve seguiranno i piesse
P.S. tra breve parlero' anche di questo paese, della cultura, dell'economia, della gente ...e' che la natura e troppo forte per me...
P.S. e meno male che doveva essere un riassunto

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